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Copie:


cod. 1414-3
anno: 2005
formato: 17x24
pagg. 160
euro 13,00
collana:
4.6 - CNS - Ecologia politica


indice
presentazione



Beni comuni
fra tradizione e futuro

 

Autori:
Ricoveri Giovanna

Interventi di: Michael Goldman, Riccardo Petrella, Giovanni Franzoni, Joan Martinez Alier, Grain, Enzo Bernardo, Massimo Angelici, Franco Carletti, Fabio Parancandolo, Giorgio Nebbia, Marinella Correggia, Salvatore Engel-Di Mauro, Sara Onagro, Andrea Markos, Rosario Lembo, Vandana Shiva.


Target:
Per tutti coloro che sono interessati ai problemi legati al fenomeno della globalizzazione.
 
Contenuti:
La rivista "CNS-Ecologia Politica" ha lo scopo di analizzare le relazioni interdisciplinari tra sistemi socioeconomici ed ecosistemi naturali, non limitandosi a una trattazione tecnico-scientifica ma allargando l'analisi alle cause e alle conseguenze di natura culturale e politica sottese da tali relazioni. La rivista intende dare voce a tutti coloro che – coinvolti nei conflitti di natura ecologica e sociale innescati dall'estensione del capitalismo su scala globale – intendono confrontarsi sulle ragioni di tali conflitti, prospettando progetti politici e pratiche sociali e individuali alternativi rispetto alle politiche neoliberiste e neocolonialiste oggi prevalenti.
Questo primo numero monografico è dedicato ai beni comuni sia quelli "tradizionali" (terra, foreste, zone dedite alla pastorizia, risorse idriche, aree protette, ecc.) sia ai nuovi beni comuni "globali" (tra cui biodiversità, risorse genetiche, conoscenza, spazio, oceani).
Nessun tema come quello dei beni comuni riassume in sé le ragioni di vita di questa rivista: denunciare e documentare la critica ambientale del capitalismo e dimostrare che la "questione ambientale" rimette in discussione non solo il modo di produzione e gli stili di vita, ma anche il rapporto tra giustizia sociale e giustizia ambientale; il modo di intendere la modernità e il progresso. Nella sua tendenza all'accumulazione illimitata, il capitalismo distrugge i beni naturali necessari alla sua riproduzione e apre conflitti insanabili sia con le popolazioni espropriate del Sud sia con i lavoratori e fasce crescenti di popolazione impoverite del Nord.

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